All’ “Istituto Don Bosco” di Palermo prevenire si può, e si inizia in classe

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Come possiamo imparare a riconoscere i segnali della violenza prima che diventi irreparabile? È questa la domanda che ha guidato le riflessioni durante l’incontro tenutosi venerdì 28 novembre presso l’ “Istituto Salesiano Don Bosco- Ranchibile” di Palermo, dedicato al tema della violenza sulle donne e della violenza di genere. L’occasione è nata dalla presentazione del saggio dal titolo:” “Femminicidio e Narcisismo patologico: quale correlazione e come prevenire relazioni pericolose”, curato da Andrea Giostra, psicologo clinico, criminologo e direttore dell’Ufficio Sviluppo e Progettazione della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia. Insieme a lui è intervenuta l’avvocato Rosa Maria Sciortino, e per i saluti istituzionali la dottoressa Mimma Calabrò, assessore alle politiche sociali del Comune di Palermo.

Oltre trecento studenti delle classi quarte e quinte avevano letto e discusso nei giorni precedenti il saggio “Femminicidio e Narcisismo Patologico,” scritto insieme a diversi professionisti del settore e arricchito dalle testimonianze di donne che raccontano le proprie esperienze. Il testo, scaricabile gratuitamente, è pensato per chi non ha una formazione specialistica ma desidera imparare a riconoscere i segnali delle dinamiche violente nelle relazioni. La mattinata si è trasformata in un dialogo intenso, costruito su domande, curiosità e riflessioni spontanee dei ragazzi, all’interno di un contesto scolastico che da anni lavora sulla crescita personale, sul senso civico e sulla cultura della prevenzione.

Il commento del professore Nicola Filippone, preside da quattordici anni dello storico “Istituto Salesiano Don Bosco- Ranchibile”, intervistato da noi di Tuttavia.eu

«La presentazione del libro di Andrea Giostra, “Femminicidio e Narcisismo Patologico” avviene a tre giorni dalla “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.” – ci spiega Filippone.

«L’incontro, rivolto alle classi quarte e quinte dei nostri tre licei, risponde a due istanze educative del “Don Bosco”: il percorso di legalità, che anche quest’anno abbiamo proposto ai ragazzi, e la prevenzione, che è alla base della pedagogia salesiana. Gli studenti avevano letto il testo e, accompagnati dai docenti di italiano e di educazione civica, hanno posto ai relatori molte domande. Senza una preparazione adeguata momenti come questo rischiano di non ricevere l’attenzione che meritano, per questo è stato coinvolto anche il dipartimento di diritto che già affronta da tempo questo tema.» E aggiunge: «L’approccio empirico seguito da Giostra è stato molto efficace. Gli studenti hanno riflettuto su tante situazioni che sembrano innocue e che invece possono indicare un rapporto insano o addirittura pericoloso. Sono grato ad Andrea Giostra, che ha scritto il libro e ne ha reso possibile la lettura gratuita, all’assessore Calabrò che ha portato il suo saluto, e all’avvocato Sciortino per il contributo sulla normativa vigente. Ogni volta che avviene un femminicidio, soprattutto quando la vittima è giovanissima, si richiama la necessità di un’educazione che includa anche la sfera affettiva e relazionale. Il “Don Bosco” condivide pienamente questa esigenza e da quest’anno ha scelto di rafforzarla con la presenza di una psicologa che segue le classi, osserva le dinamiche di gruppo e offre uno sportello per chi desidera un supporto

Il commento di Andrea Giostra, psicologo, criminologo e autore del saggio “Femminicidio e Narcisismo Patologico”

«È stata una mattina davvero ricca e intensa, e soprattutto di sana e corretta informazione, con tantissime domande degli studenti su un fenomeno complesso e difficile da contrastare. Sappiamo bene che la corretta informazione, la sana cultura e la buona educazione, come ha insegnato San Giovanni Bosco ai suoi ragazzi e ai suoi collaboratori, sono l’unico modo per far crescere una comunità nel rispetto delle persone, delle regole e della convivenza civile e spirituale, per formare buoni cristiani e onesti cittadini. Questa è la strada: difficile, lunga e complessa. Le soluzioni semplici e facili le propone solo chi non conosce il fenomeno, non ha esperienza sul campo, non possiede competenze reali e si lascia trascinare da ideologie e slogan inefficaci che non servono a nulla se non a inquinare le acque e alimentare ignoranza e narcisismo puerile.»

La prevenzione non è un concetto astratto

In giornate come questa si comprende quanto la prevenzione non sia un concetto astratto, ma un esercizio quotidiano di consapevolezza. La violenza non nasce all’improvviso: si insinua nei dettagli, in gesti piccoli che diventano abitudini, in frasi che con il tempo scavano. Capire quei segnali, nominarli e discuterli insieme è un passo che protegge e forma. È il segno che una scuola, quando sceglie davvero di educare alla libertà, non si limita a insegnare nozioni ma costruisce “anticorpi culturali”. Punti decisivi: la conquista dell’autonomia, della libertà e della dignità, diritti che appartengono a ogni individuo e che le donne, ancora oggi, faticano ad affermare in molti contesti quotidiani.

Riconoscere ciò che non funziona in una relazione, e farlo in tempo, è una forma concreta di tutela, di educazione e di prevenzione per continuare ad affermare l’importanza di un cambiamento culturale profondo. Non basta condannare la violenza quando esplode in tutta la sua drammaticità: occorre imparare a leggere i segnali, a dare voce al disagio, a costruire spazi di ascolto e di dialogo.

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