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C’è una sentenza, ci sono delle regole da rispettare e c’è un risarcimento da 45 mila euro da pagare. Ma c’è anche una comunità, fatta di persone, famiglie e soprattutto bambini. È da qui che parte la decisione della Parrocchia Santa Teresa del Bambin Gesù, dell’Arcidiocesi di Palermo, di aprire una libera sottoscrizione dopo la pronuncia del Tribunale che ha accolto il ricorso di un condominio vicino all’oratorio, che lamentava i rumori provenienti dalle attività. La vicenda affonda le radici in oltre dieci anni di contenzioso e si è chiusa nei giorni scorsi con una condanna pesante per una realtà parrocchiale che, come tante in città, vive grazie al volontariato e alla fiducia dei fedeli. Una somma che pesa, e non poco, su una comunità che ogni giorno cerca di offrire spazi di crescita e socialità in un quartiere che non abbonda certo di alternative.
La parrocchia ha scelto di non sottrarsi e di metterci la faccia, affidando ai parroci don Gabriele, don Gianpiero e don Emilio una nota rivolta direttamente ai fedeli e alla comunità, riportata integralmente:
“Carissimi fratelli e sorelle, amici della comunità parrocchiale di Santa Teresa, nel solco del Vangelo che illumina il nostro cammino e sostiene la missione sacerdotale che il Signore ci ha affidato in mezzo a voi, dopo un tempo di discernimento e di preghiera, abbiamo ritenuto opportuno custodire nel silenzio quanto è scaturito dalla diffusione della notizia relativa alla sentenza del Tribunale di Palermo, che ha coinvolto anche la nostra piccola comunità parrocchiale, prevedendo un significativo risarcimento per danni patrimoniali e non patrimoniali in favore dei promotori dell’azione legale. Siamo consapevoli che, quando sorgono incomprensioni – grandi o piccole che siano – nel legittimo esercizio dell’affermazione delle proprie ragioni, esiste il rischio che esse si alimentino anche di questioni di principio, talvolta appesantite da quella sottile forma di superbia che può impedire, nella grande famiglia umana, di volersi bene oltre ogni ragionevole dubbio e al di là di ogni contesa. In merito a quanto accaduto, facciamo nostre le parole del comunicato stampa della Chiesa di Palermo, nella certezza che il Signore, Giudice giusto e misericordioso, conosce le intenzioni più profonde del cuore di ciascuno. Desideriamo affermare, con serenità e fiducia, che la porta della nostra Chiesa è e rimane aperta a tutti, senza distinzione, ai piccoli come agli adulti. Pur avvertendo il peso della condanna come un macigno che grava sul cuore di ciascuno di noi, rinnoviamo con convinzione il desiderio di proseguire il cammino pastorale intrapreso, che continua a vederci coinvolti in molteplici forme di servizio e di testimonianza. Poiché ci riteniamo e siamo una famiglia, sentiamo il bisogno di aprirvi il nostro cuore circa la concreta difficoltà nel far fronte alle somme richieste, già comunicate e sollecitate dai legali degli attori. Come accade in ogni famiglia, questo tempo chiede sacrificio, ma anche l’affidamento alla generosità di quanti, secondo le proprie possibilità, vorranno contribuire ad alleviare questo peso. Chi lo desidera potrà sostenere la nostra comunità parrocchiale nel silenzio e nella discrezione, secondo lo stile evangelico che ci unisce, attraverso una libera donazione alle coordinate IBAN della Parrocchia: Intestato a: Parrocchia Santa Teresa del Bambin Gesù, IBAN: IT10D0306909606100000117553, Causale: Donazione per contenzioso oratorio. I bambini e i poveri sono gli amici prediletti di Dio: sono il tesoro prezioso che il Signore affida alle nostre cure. A noi il compito, come comunità, di custodirli insieme, offrendo loro un ambiente sano, accogliente e fecondo, nel quale possano far crescere i loro sogni e discernere la propria vocazione. Con profonda gratitudine, affidiamo ciascuno di voi al ricordo nella nostra preghiera e vi ringraziamo di cuore per la vicinanza e il sostegno che ci avete manifestato in tanti.”
Accanto alla voce della parrocchia, anche l’Arcidiocesi di Palermo ha commentato la sentenza, ribadendo la disponibilità al dialogo:
“La parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù prende atto con senso di responsabilità della sentenza emessa dal Tribunale di Palermo e conferma la propria volontà di attenersi pienamente a quanto stabilito, nella consapevolezza che il rispetto delle regole e della convivenza civile costituisce un valore fondamentale per la comunità cristiana. La Parrocchia ribadisce altresì la funzione educativa, sociale e preventiva dell’oratorio, che da decenni costituisce per bambini e ragazzi uno spazio fondamentale di crescita, inclusione e socialità, soprattutto in un contesto urbano povero di luoghi di socializzazione. Le attività ludiche e sportive sono sempre state concepite non come fattore di disturbo, ma come strumenti di aggregazione e di formazione umana e cristiana. Nel corso degli ultimi anni, la comunità parrocchiale ha cercato di adottare misure volte a ridurre i disagi segnalati dai residenti, nel tentativo di conciliare il diritto alla quiete con quello dei più piccoli a spazi sicuri di gioco e relazione. Il mancato raggiungimento di un accordo condiviso è motivo di rammarico per tutti. La parrocchia auspica che, anche alla luce di questa vicenda, possa aprirsi una riflessione più ampia sul valore degli oratori e degli spazi educativi nelle città e sulla necessità di un dialogo costante tra istituzioni, comunità ecclesiali e cittadini, affinché si possano individuare soluzioni equilibrate che tutelino i diritti di tutti. La Parrocchia di Santa Teresa del Bambin Gesù, insieme all’Arcidiocesi, rinnova la propria disponibilità al confronto e al dialogo, nella ferma convinzione che la coesione sociale e la cura delle fragilità – a partire dai bambini – siano un bene comune da tutelare con responsabilità e rispetto reciproco, come avviene quotidianamente in molti quartieri della città, grazie alla presenza delle Parrocchie e al servizio pastorale dei loro parroci.”
Tra carte, comunicati e cifre, resta una domanda che pesa: è davvero giusto che a pagare un conto così alto sia un oratorio che, per molti bambini del quartiere, rappresenta uno dei pochi spazi sicuri di gioco, socializzazione e vita comunitaria? In un’epoca in cui troppi ragazzi crescono davanti a uno schermo e con i cellulari in mano, luoghi come l’oratorio servono a riportarli al contatto reale con gli altri, alla vita sociale e alla condivisione, non solo virtuale. Sembra quasi paradossale che un bene così prezioso, che costruisce legami e crescita, venga penalizzato per rumori che, in qualsiasi comunità viva, potrebbero essere tollerati. Forse, più che un risarcimento così ingente, servirebbe uno sforzo per capire come conciliare convivenza civile e il diritto dei bambini a crescere insieme, liberi, presenti e partecipi della vita reale. Forse oggi siamo meno abituati a confrontarci e a discutere per risolvere le incomprensioni, ma episodi come questo ricordano quanto il dialogo e la collaborazione siano strumenti preziosi per trovare soluzioni senza dover ricorrere necessariamente alle vie legali.
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