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A pochi giorni dalla “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne” del 25 novembre, a Villa Zito, Palermo, si è svolto un incontro che ha messo al centro un tema delicato: capire davvero da dove nasce la violenza di genere e perché il narcisismo maligno è oggi considerato uno dei nodi cruciali nel percorso che porta agli abusi e ai femminicidi.
La conferenza, tenuta mercoledì scorso, ha riempito la sala della Fondazione Sicilia con un pubblico attento e partecipe.

L’iniziativa, organizzata dal “Pool Antiviolenza e per la Legalità”, e dall’ “Inner Wheel Palermo Normanna” nell’ambito della campagna mondiale dell’ “International Inner Wheel Orange the World”, ha portato a Palermo due voci autorevoli: Maria Rita Parsi, psicopedagogista, psicoterapeuta, docente e presidente della “Fondazione Fabbrica della Pace” e “Movimento Bambino onlus,” già unico membro italiano del Comitato ONU dei diritti dei minori, e Andrea Giostra, psicologo, criminologo e autore del saggio “Femminicidio e Narcisismo Patologico”.
Moderato da Angela Fundarò, presidente dal Pool Antiviolenza e per la Legalità e Past President “Inner Wheel Club Palermo Normanna”, l’incontro ha affrontato il fenomeno della violenza sulle donne partendo da un dato doloroso: i casi registrati nel 2025 hanno mostrato un’escalation che spinge a riflettere su quanto il sistema di protezione esistente, da solo, non riesca ancora a fermare il problema. Per questo, durante la conferenza, si è parlato di un approccio più largo, capace di tenere insieme livelli clinici, culturali, educativi e istituzionali.

Un punto centrale è stato il ruolo del narcisismo maligno come elemento che, nei contesti relazionali, può diventare terreno fertile per abusi e maltrattamenti. L’incontro ha sottolineato l’importanza di dare alle donne strumenti concreti per riconoscere situazioni di rischio e per non restare isolate quando vivono dinamiche di controllo, manipolazione e violenza, spesso difficili da decifrare dall’esterno.
Andrea Giostra, psicologo e criminologo, ha voluto chiarire la sua posizione con un commento, rilasciato a noi di Tuttavia.eu, sulla conferenza:
«Questa conferenza vuole essere un momento nel quale aprire un dibattito pubblico su questo grave fenomeno sociale quale quello della violenza di genere, della violenza sulle donne e del femminicidio, da una prospettiva priva di ideologie estremiste e di soluzioni facili quale quella, per esempio, molto di moda in questo periodo, di attribuire tutti i mali della società occidentale contemporanea e tutti i delitti a danno delle donne esclusivamente al patriarcato, al maschilismo, al sessismo, alla mancanza di rispetto verso la donna, alla disparità di genere, al catcalling e a tutte queste cose che in realtà poco hanno a che vedere con tutti questi crimini, abusi e maltrattamenti dei quali ci parlano le cronache quasi quotidiane»- spiega Giostra .
E aggiunge: «L’approccio, da una prospettiva seria e scientifica, deve invece essere clinico, personalizzato, di sistema, non parcellizzato, e soprattutto culturale ed educativo. Mettere, per esempio, in stretta correlazione la violenza sulle donne, la violenza di genere e il femminicidio con la cultura patriarcale è un approccio ideologico, estremista, che non ha alcun fondamento scientifico né clinico.
Affrontare problemi complessi con soluzioni semplici, quale quella di dire e sostenere che eliminando la cultura patriarcale verrebbe immediatamente eliminata ogni forma di abuso, di violenza e di maltrattamento a danno delle donne, è un gravissimo, ingenuo e puerile errore. Sostenere queste tesi strampalate e pregiudiziali non fa altro che intorbidire le acque del problema non aiutando affatto le donne che drammaticamente e quotidianamente vivono situazioni di pericolo relazionale e di abusi e maltrattamenti nella loro vita sociale e lavorativa».
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