“Aperitivi Spirituali al Tramonto”: da giugno a settembre all’Istituto Padre Messina di Palermo

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Da giugno a settembre, a Palermo, la terrazza sul mare dell’Istituto Padre Messina diventa un luogo di incontro, preghiera e condivisione per contrastare la solitudine degli anziani e costruire una comunità fondata sull’ascolto e sulla presenza.

Quando gran parte della città si svuota per le ferie e le temperature trasformano i quartieri in fornaci deserte, l’isolamento rischia di diventare un peso difficile da sostenere, soprattutto per gli anziani che restano in città. A Palermo, lungo la costa di Sant’Erasmo, esiste però un luogo in cui questa condizione trova una risposta fatta di presenza, ascolto, preghiera e convivialità.

È la terrazza a mare dell’Istituto Padre Messina, che ogni mercoledì si trasforma in un piccolo presidio di umanità. Qui prendono vita gli “Aperitivi Spirituali al Tramonto, un’iniziativa di missione urbana nata dall’intuizione di Enrichetta Rita Fiorella e Antonello Salamone, una coppia di coniugi palermitani che ha scelto di unire spiritualità e socialità per offrire a chi vive momenti di isolamento la possibilità di ritrovare relazioni, sorrisi e compagnia.

L’appuntamento è ogni mercoledì, dalle 18 alle 20, sulla terrazza dell’Istituto Padre Messina, a Sant’Erasmo, nel cuore del Foro Italico.

Gli anziani custodiscono un patrimonio enorme di esperienze, memoria e conoscenze da tramandare alle nuove generazioni. Sono una ricchezza per la comunità e non dovrebbero essere lasciati ai margini. Quando però l’isolamento diventa una condizione quotidiana, il rischio è che anche questa ricchezza rimanga chiusa tra le mura di una casa e che il tempo trascorso da soli finisca per alimentare tristezza, rassegnazione e, in alcuni casi, depressione. È da questa consapevolezza che nasce il significato più profondo degli “Aperitivi Spirituali al Tramonto”. Non un semplice appuntamento estivo, ma uno spazio nel quale le persone possono tornare a sentirsi parte di una comunità, incontrarsi, parlare e condividere un momento della giornata.

E forse è proprio al tramonto, quando il giorno lentamente si spegne e il mare cambia colore, che la solitudine può fare un passo indietro. Non servono grandi gesti. A volte basta esserci.

Una terrazza sul mare dove ritrovarsi

L’idea alla base degli incontri è semplice, ma racchiude un significato profondo: “Unire la preghiera sul mare alla convivialità di un aperitivo, trasformando i lunghi e roventi pomeriggi estivi in un’occasione di riscatto contro l’isolamento degli anziani”.

Il progetto è stato reso possibile anche grazie alla calorosa accoglienza delle quattro religiose dell’Istituto Padre Messina, appartenenti alla congregazione delle Piccole Suore Missionarie della Carità di Don Orione.

La loro presenza accompagna un luogo profondamente legato alla storia della città. L’Istituto Padre Messina è stato infatti, nel secolo scorso, un punto di riferimento per l’emergenza dell’infanzia. Oggi quella stessa struttura si trova ad accogliere un’altra emergenza, diversa ma altrettanto dolorosa: la solitudine. A pochi passi dal mare, la terrazza offre nelle ore più calde della giornata una tregua alla calura grazie alla brezza marina. Le sedie vengono disposte in cerchio, rivolte verso il mare, senza gerarchie né distinzioni di ceto.

Ognuno arriva come spettatore e finisce per diventare protagonista.

È questo uno degli aspetti che colpisce maggiormente dell’esperienza. Non ci sono ruoli prestabiliti né distanze da mantenere. Ci sono persone che si incontrano, si raccontano, pregano, ridono e condividono una parte del proprio tempo. Ogni mercoledì si ritrova così una comunità composta da partecipanti e volontari, uniti da un obiettivo preciso: donare due ore del proprio tempo a chi sente maggiormente il peso della solitudine durante l’estate.

Dalla preghiera ai ricordi della Palermo di un tempo

Il format degli “Aperitivi Spirituali al Tramonto” unisce con naturalezza la dimensione spirituale a quella ricreativa.

Si comincia con un momento di raccoglimento e di preghiera. Poi si lascia spazio alla musica, alle conversazioni, ai racconti e allo svago, fino alla piccola agape conclusiva, nella quale ognuno porta qualcosa da mangiare e lo mette in condivisione.

Con il passare delle settimane, gli incontri sono diventati anche un vero e proprio laboratorio di memoria collettiva e cultura siciliana. Una delle attività più originali è la “scatola dei ricordi”, attraverso la quale i partecipanti sono invitati a riportare alla memoria immagini, profumi, abitudini e scene della Palermo di un tempo. Affiorano così i ricordi dei vecchi stili di vita, i profumi della cucina domenicale che invadevano le strade, i tradizionali pittinicchi, la calda intimità delle serate trascorse attorno al braciere. La memoria personale diventa memoria condivisa e permette di ricostruire, attraverso le parole di chi l’ha vissuta, una Palermo fatta di relazioni più strette, di vicinato e di consuetudini che oggi rischiano di scomparire. Le note di un violino si alternano alla recita del Santo Rosario. I racconti della memoria storica locale si intrecciano con i proverbi siciliani, mentre il cibo condiviso accompagna momenti di festa e di convivialità. La spiritualità, dunque, non viene separata dalla vita quotidiana. La preghiera convive con la musica, la memoria con il divertimento, il raccoglimento con la tavola condivisa.

Gli anziani diventano custodi di una memoria da tramandare

Uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa è il ponte che si sta creando tra generazioni. Gli anziani non sono semplicemente destinatari di un’attività pensata per combattere la solitudine. Diventano protagonisti, narratori e custodi di una memoria che appartiene all’intera comunità.

“I nostri anziani ci stanno dando una grandissima lezione di vita e di futuro”, sottolineano gli organizzatori.

Da questa consapevolezza è nata anche la volontà di raccogliere le testimonianze emerse nel corso dell’estate in un documento, affinché i ricordi condivisi durante gli incontri non vadano perduti. L’obiettivo è conservare una parte della memoria storica palermitana attraverso le voci di chi ha vissuto un’altra città, le sue tradizioni, i suoi modi di stare insieme e una quotidianità nella quale le relazioni avevano un ruolo centrale. Sarà quindi la memoria stessa a diventare un ponte tra passato e futuro.

La “terapia della presenza” contro l’isolamento

Dietro la riuscita di ogni appuntamento c’è una macchina organizzativa fatta soprattutto di disponibilità e volontariato. Accanto agli ideatori, Enrichetta Rita Fiorella e Antonello Salamone, ci sono i volontari che si sono uniti fin dall’inizio al progetto, tra cui Letizia e Barbara, sempre operative in prima fila. Barbara ha inoltre realizzato alcuni regali artigianali fatti a mano per i partecipanti, un gesto semplice che aggiunge un ulteriore segno di attenzione e affetto alla serata. È proprio nei piccoli gesti che si trova il senso di questa esperienza. Gli “Aperitivi Spirituali al Tramonto” dimostrano come la solitudine e l’abbandono possano essere affrontati non soltanto attraverso interventi assistenziali, ma anche attraverso quella che gli organizzatori definiscono “terapia della presenza”. Essere presenti. Ascoltare. Condividere il tempo. Dare valore alla persona che si ha davanti. La cura delle relazioni primarie diventa così una risposta concreta a una fragilità spesso invisibile. La guida spirituale delle religiose, la preghiera e la possibilità di raccontarsi hanno creato uno spazio nel quale molti partecipanti hanno trovato ascolto e hanno potuto manifestare anche esperienze di guarigione interiore. La terrazza di Sant’Erasmo mostra così un volto della carità che non si limita all’assistenza, ma diventa prossimità, accoglienza, bellezza e condivisione.

Un invito aperto a tutta la città

Con i mesi di giugno e luglio ormai alle spalle, il bilancio dell’iniziativa è positivo. Gli “Aperitivi Spirituali al Tramonto” sono proseguiti ad agosto con un programma sempre più fitto e partecipato e continueranno per tutto il mese di settembre. L’invito degli organizzatori resta rivolto a tutta la cittadinanza: “L’estate a Palermo è dura per chi è anziano ed è solo. Ti unisci a noi mercoledì prossimo? Basta poco per regalare un sorriso”. Queste parole racchiudono lo spirito dell’intera iniziativa. Non servono necessariamente grandi gesti per cambiare una giornata. A volte basta esserci. Una sedia accanto a un’altra, una parola, una preghiera, una storia raccontata davanti al mare, un piatto condiviso possono interrompere per qualche ora il silenzio della solitudine.

A settembre il cammino continua

Gli incontri proseguiranno per tutto il mese di settembre. Per ciò che accadrà dopo, organizzatori e religiose scelgono di affidarsi con fiducia ai disegni della Provvidenza, custodendo però la gratitudine per un’esperienza che sta lasciando un segno.

La terrazza dell’Istituto Padre Messina è diventata, nel corso di questa estate, qualcosa di più di un semplice spazio per trascorrere qualche ora insieme. È diventata un luogo nel quale la comunità può farsi casa, ascolto e presenza. Qui, davanti al mare di Sant’Erasmo, la solitudine non viene ignorata né nascosta. Viene accolta e attraversata insieme.

Gli “Aperitivi Spirituali al Tramonto” stanno mostrando una verità semplice: la solitudine non è ineluttabile quando una comunità sceglie di esserci. In attesa di completare il cammino nel mese di settembre e di affidare al Signore i passi futuri, Enrichetta Rita Fiorella, Antonello Salamone, i volontari e le religiose custodiscono questa esperienza come una traccia preziosa.

Un’indicazione concreta per costruire, anche nei mesi di maggiore emergenza sociale, una città più riconciliata e capace di prendersi cura di ciascuno dei suoi “fiori”.

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