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Il Presidente del Centro Padre Nostro richiama l’attenzione sul degrado del luogo simbolo di Brancaccio

A rompere il silenzio è ancora una volta Maurizio Artale, Presidente del Centro di Accoglienza Padre Nostro, che denuncia come l’incessante opera di vandalizzazione non accenni a fermarsi in Piazzetta Beato Padre Pino Puglisi, proprio nel luogo in cui il sacerdote venne ucciso dalla mafia. Come evidenzia Artale, ci si trova davanti a un continuo e drammatico “percorso di imbarbarimento” che coinvolge alcuni giovani palermitani e le loro famiglie.
Non bastano gli occhi elettronici che monitorano l’intera area, le Forze dell’Ordine costantemente allertate o le misure messe a punto dall’Amministrazione Comunale, guidata dall’Assessore e Vice Sindaco Brigida Alaimo. Come fa notare il Presidente Artale, i “nostri giovani” continuano comunque indisturbati a manifestare il loro disagio sociale e morale.
“Inasprire le pene contro i ‘nostri giovani’ serve, ma a poco se parallelamente non si attivano delle politiche sociali orientate alla creazione di spazi educativi e ricreativi.”

Le continue denunce del Centro Padre Nostro
Maurizio Artale ricorda come non si contino ormai più le denunce che il Centro di Accoglienza Padre Nostro, fondato dallo stesso Beato Giuseppe Puglisi, ha presentato alle autorità per segnalare il continuo depauperamento di questo luogo sacro, simbolo fondamentale di riscatto sociale e morale.
L’ultimo episodio risale a pochi giorni fa. Artale ha segnalato la vandalizzazione di uno dei lampioncini che illuminano la piazza e dell’opera d’arte dell’artista Marco Nereo Rutelli, inaugurata il 15 settembre 2002, deturpata con scritte e colori. Come di consueto, il Presidente si è celermente rivolto alle Forze dell’Ordine per sporgere formale denuncia.
I segnali di speranza arrivano dai giovani

Nonostante la gravità della situazione, Maurizio Artale ci tiene a sottolineare anche i segnali concreti di speranza. Nei giorni scorsi, 95 ragazzi provenienti da tutta Italia hanno visitato la Casa del Beato Giuseppe Puglisi. L’iniziativa, denominata “Generazione 57”, è stata promossa dall’Agenzia Italiana per la Gioventù sotto la guida della presidente Federica Celestini Campanari, che ha testimoniato l’attaccamento ai valori civili, morali e spirituali espressi da don Puglisi e portati avanti dal Centro da 33 anni.
Gli stessi giovani avevano inoltre partecipato alla fiaccolata in memoria di Paolo Borsellino, segno evidente che esiste una gioventù desiderosa di riscatto.
“Se ci sono giovani pronti a mettersi in gioco oltre il caldo torrido della settimana che sta per concludersi, oltre al sistema mafioso che continua a ‘partorire’ giovani senza moralità, abbiamo la speranza che qualcosa possa cambiare.”

L’allarme di Artale: “Sino a quando?”
Il Presidente del Centro Padre Nostro lancia infine un avvertimento chiaro alla cittadinanza e alle istituzioni sul pericolo di sottovalutare questi atti di inciviltà.
“Come ho sempre detto e scritto, il passaggio dalla vandalizzazione di un luogo come Piazzetta Beato Padre Pino Puglisi agli atti intimidatori verso imprenditori e commercianti è breve…anzi fisiologico. Sino a quando lo dobbiamo permettere?”
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