Un uomo tra gli uomini, sempre, anche nella sventura, anche nel dolore. Ecco in che cosa consiste la vita, questo é il suo compito (F. Dostoevskij).

Nel V canto dell’Inferno Dante e Virgilio incontrano i lussuriosi, coloro che “la ragion sommettono al talento”, per usare le stesse parole del poeta. Ovvero coloro che hanno fatto prevalere la passione sulla ragione. Occupa la scena il desiderio (talento). Desiderio dell’altro, desiderio fisico dell’altro. I dannati sono sottoposti ad una bufera implacabile, contrappasso, per […]

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Oltre il fiume Acheronte che separa l’Inferno dal precedente territorio abitato dagli ignavi, Dante e Virgilio iniziano la discesa nei nove cerchi della voragine infernale, il primo dei quali fa da cornice, da “orlo” così come recita la parola latina limbus (da cui il nostro ‘lembo’). È il celebre Limbo, frutto della teologia cattolica, passato […]

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Dante e Virgilio, dopo i due canti introduttivi, si trovano davanti alla porta dell’Inferno. In cima ad essa una scritta inquietante che annuncia l’ingresso nella “città dolente”. Virgilio raccomanda a Dante di abbandonare ogni timore. Occorrono coraggio e determinazione per attraversare il regno del dolore. Dante è pronto per il viaggio. Diverse lingue, orribili favelle, […]

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Questa rubrica quindicinale vuole essere un contributo all’attualità della Commedia dantesca. Le attualizzazioni di testi temporalmente distanti presentano sempre il rischio della forzatura. Cercherò di tenermene lontano praticando un’accezione di “attualizzazione” smarcata dall’attualità spicciola e contingente e orientata a cogliere la dimensione umana e culturale che permane a sette secoli di distanza dai testi che […]

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Il signor Palomar fa la coda in un negozio di formaggi, a Parigi. Vuole comprare certi formaggini di capra che si conservano sott’olio in piccoli recipienti trasparenti, conditi con varie spezie ed erbe. La fila dei clienti procede lungo un banco dove sono esposti esemplari delle specialità più insolite e disparate. E un negozio il […]

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Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco lo dichiari e risplenda come un croco perduto in mezzo a un polveroso prato. Ah l’uomo che se ne va sicuro, agli altri ed a se stesso amico, e l’ombra sua non cura che la canicola stampa sopra […]

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Farneticava. Principio di febbre cerebrale, avevano detto i medici; e lo ripetevano tutti i compagni d’ufficio, che ritornavano a due, a tre, dall’ospizio, ov’erano stati a visitarlo. Pareva provassero un gusto particolare a darne l’annunzio coi termini scientifici, appresi or ora dai medici, a qualche collega ritardatario che incontravano per via: – Frenesia, frenesia. – […]

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Taci. Su le soglie del bosco non odo parole che dici umane; ma odo parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane. Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove su i pini scagliosi ed irti, piove su i mirti divini, su le ginestre fulgenti di fiori accolti, su […]

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È dentro noi un fanciullino che non solo ha brividi […] ma lagrime ancora e tripudi suoi. Quando la nostra età è tuttavia tenera, egli confonde la sua voce con la nostra, e dei due fanciulli che ruzzano e contendono tra loro, e, insieme sempre, temono sperano godono piangono, si sente un palpito solo, uno […]

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Era alta, magra, aveva soltanto un seno fermo e vigoroso da bruna – e pure non era più giovane; era pallida come se avesse sempre addosso la malaria, e su quel pallore due occhi grandi così, e delle labbra fresche e rosse, che vi mangiavano. Al villaggio la chiamavano la Lupa perché non era sazia […]

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