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Il Vangelo secondo Marco e le sue ricezioni sinottiche within Judaism sarà al centro del XIV Convegno di Studi Biblici in programma il 13 e 14 marzo 2026 alla Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia “San Giovanni Evangelista” di Palermo, Corso Vittorio Emanuele 463. L’appuntamento chiude il biennio di ricerca del Dipartimento di Studi Biblici della Facoltà, dedicato al tema “L’ebreo Gesù, la sua memoria e la lettura dei vangeli sinottici within Judaism”, inserito nel più ampio progetto sui testi del Nuovo Testamento come letteratura giudaica.
Un confronto internazionale sui testi sinottici
L’iniziativa punta a verificare sul piano esegetico e storico letterario una questione centrale negli studi contemporanei. Che cosa cambia nella lettura del Vangelo secondo Marco – e delle sue riscritture in Matteo e Luca – quando questi testi non vengono interpretati alla luce di una frattura già avvenuta tra i credenti in Gesù come Cristo e il mondo giudaico, ma come opere nate e circolate dentro le dinamiche dell’identità giudaica in epoca romana. In questa prospettiva i testi sinottici vengono interrogati non come documenti di separazione, ma come testi collocati nel variegato universo giudaico del I secolo d.C. Il convegno intende mettere alla prova, sui Vangeli sinottici, la griglia di lettura già sperimentata nel primo convegno internazionale del 2024 dedicato a “I Testi del Nuovo Testamento within Judaism”.
Le quattro sessioni di studio
La struttura dell’incontro prevede quattro sessioni con relazioni di specialisti e ampi spazi di discussione. La prima sessione affronterà alcune questioni controverse: i nodi metodologici dell’approccio within Judaism ai testi sinottici, il rapporto tra i modelli che spiegano le relazioni letterarie tra i vangeli e la valutazione della loro perdurante collocazione intragiudaica, oltre alle agende teologiche implicite nel linguaggio con cui si interpreta la loro presunta “novità”. Le sessioni successive si concentreranno su un interrogativo preciso: se, e in quale misura, le evidenze testuali permettano ancora di ricondurre i testi sinottici a una situazione sociale, etnico culturale e retorica intragiudaica.
L’analisi si svilupperà su tre ambiti principali:
- le dinamiche di differenziazione e conflitto in rapporto a tradizioni e istituzioni giudaiche condivise;
- le scelte narrative che configurano il genere “vangelo” nelle sue diverse espressioni
- le forme della professione di fede, del culto e delle pratiche di vita.
L’obiettivo è offrire un contributo significativo al ripensamento delle categorie interpretative tradizionali che hanno guidato finora la lettura dei testi sinottici.
Il programma
La giornata del 13 marzo si aprirà alle ore 9 con il saluto di Mons. Corrado Lorefice, Gran Cancelliere della Facoltà, seguito dall’introduzione di Marida Nicolaci della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia.
Interverranno: John Van Maaren (University of Vienna), Antonio Landi (Pontificia Università Urbaniana), John S. Kloppenborg (University of Toronto), Matteo Murani (Studium Biblicum Franciscanum, Gerusalemme, Amy-Jill Levine (Vanderbilt University and Hartford International University for Religion and Peace), Cirino Versaci (Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia), Angelo Passaro (Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia), Eric Noffke (Facoltà Valdese di Teologia, Roma).
Il 14 marzo, sempre dalle ore 9, i lavori proseguiranno con gli interventi di: Magnus Zetterholm (Lund University) Salvatore Panzarella (Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia), Santiago Guijarro Oporto (Pontificio Istituto Biblico), Rosario Pistone (Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia), Carmelo Raspa (Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia), Crispin Fletcher-Louis (University of Gloucestershire), Francesco Bonanno (Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia).
In Italia il Dipartimento di Teologia Biblica della Facoltà Teologica è il primo ad aver avviato un progetto di ricerca dedicato allo studio dei testi del Nuovo Testamento come letteratura giudaica tra I e II secolo d.C. Un lavoro che si inserisce in un filone internazionale oggi molto discusso, conosciuto come lettura dei testi del Nuovo Testamento “within Judaism”.

L’intervista a Marida Nicolaci
A coordinare il progetto è la dott.ssa Marida Nicolaci che, in occasione del convegno di marzo dedicato al Vangelo secondo Marco, ha spiegato a noi di “Tuttavia” gli obiettivi e le prospettive di questo percorso.
Professoressa Nicolaci, come nasce l’idea di studiare il Nuovo Testamento come letteratura giudaica dei primi due secoli?
«Negli ultimi anni il dibattito esegetico internazionale ha mostrato con sempre maggiore chiarezza che i testi del Nuovo Testamento non nascono fuori dal giudaismo, ma al suo interno. La prospettiva “within Judaism” invita a leggere questi scritti come espressione di un sistema etnico, culturale e religioso giudaico, senza presupporre una separazione già compiuta tra giudaismo e cristianesimo. Il nostro Dipartimento ha scelto di raccogliere questa sollecitazione, avviando il primo progetto strutturato in Italia su questo tema, con l’intento di verificare in modo rigoroso il potenziale di questa impostazione.»
Due anni fa avete organizzato un primo convegno internazionale. Quali erano gli obiettivi di quel primo appuntamento?
«Il primo convegno aveva un carattere strutturale e programmatico. Ci siamo concentrati sui nodi concettuali e metodologici: che cosa significa davvero leggere i testi del Nuovo Testamento “within Judaism”? Quali categorie analitiche possiamo utilizzare? Quali definizioni vanno precisate? In quell’occasione abbiamo anche proposto una griglia di lavoro, uno strumento operativo per analizzare concretamente i testi e verificare sul campo la validità dell’approccio.»
Il convegno di marzo rappresenta quindi un passaggio ulteriore?
«Sì, è un momento decisivo. Dopo aver chiarito metodo e categorie, ora applichiamo quella griglia ai testi sinottici: il Vangelo secondo Marco, il Vangelo secondo Matteo e l’opera lucana. Non si tratta più di discutere concetti e metodo, ma di vedere che cosa accade quando leggiamo concretamente questi testi dentro l’orizzonte giudaico del I secolo.»
Perché partire proprio dal Vangelo secondo Marco?
«Marco è probabilmente il più antico dei tre sinottici. Tradizionalmente viene considerato destinato a un pubblico prevalentemente non giudaico. Proprio per questo è il testo che meno spesso (e solo molto recentemente) è stato studiato in questa prospettiva. Partire da Marco significa mettere alla prova l’approccio in un caso che, almeno secondo la lettura tradizionale, sembrerebbe meno adatto. Se l’ipotesi regge qui, diventa ancora più interessante.»
Nel convegno non vi fermate a Marco, ma considerate anche Matteo e Luca. Con quale intento?
«Dopo aver analizzato Marco, guardiamo al modo in cui è stato recepito e rielaborato da Matteo e Luca. Ci interessa capire se la situazione retorica sottostante ai diversi testi, i conflitti che raccontano e i temi che sviluppano possano essere compresi ancora all’interno di un sistema etnico-culturale giudaico. Anche quando compaiono credenti in Gesù provenienti dal mondo gentile, la domanda è se il quadro complessivo resti interno al giudaismo plurale del tempo, e non già collocato in una realtà etnico – culturale distinta e contrapposta.»
Qual è, in fondo, la questione più delicata che questo approccio solleva?
«La questione centrale riguarda le lenti con cui abbiamo letto questi testi per secoli. Spesso li abbiamo interpretati alla luce di un cristianesimo ormai definito come religione distinta e contrapposta al giudaismo. La prospettiva “within Judaism” ci chiede di sospendere questa retroproiezione e di tornare al contesto originario. È un cambiamento di sguardo che può far emergere elementi nuovi su Gesù e sui suoi primi discepoli.»
Che cosa vi aspettate di scoprire applicando questo metodo ai testi sinottici?
«Lo scopo è duplice. Da un lato vogliamo verificare la solidità e il potenziale euristico di questo trend di studi. Dall’altro, desideriamo capire che cosa i testi stessi ci rivelano quando li leggiamo come espressione possibile del pluralismo giudaico del tempo, senza presupporre una rottura già consumata tra giudaismo e movimento dei seguaci di Gesù. In altre parole, si tratta di capire anche se molte tensioni e molti conflitti descritti nei Vangeli e negli Atti degli Apostoli possano essere interpretati come dinamiche interne al variegato mondo giudaico del tempo, e cosa questo ci permette di capire delle trasformazioni accadute in esso ad opera di Gesù di Nazaret e di quanti credettero in lui, non solo tra i giudei ma anche tra i pagani.»
Informazioni e iscrizioni
L’ingresso è gratuito, ma è richiesta la registrazione tramite il link https://forms.office.com/e/s5yvJCtUNB.
Per informazioni su iscrizione e dettagli organizzativi è possibile consultare il sito www.fatesi.it o scrivere a comunicazioni@fatesi.it
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