Un uomo tra gli uomini, sempre, anche nella sventura, anche nel dolore. Ecco in che cosa consiste la vita, questo é il suo compito (F. Dostoevskij).

Dorotea Rizzo

Laureata in lettere con indirizzo moderno, collabora presso alcune redazioni giornalistiche con articoli su temi che riguardano la cronaca ma anche argomenti di cultura generale, legati principalmente al territorio della città di Palermo.
Dorotea Rizzo

“Ora ti passa” è  il titolo del nuovo lavoro dell’artista Igor Scalisi Palminteri nel quartiere Albergheria di Palermo, un dipinto realizzato sul muro dell’ “Ospedale dei Bambini G. Di Cristina”.

L’opera, finanziata dal Distretto Rotary 2110 Sicilia e Malta e dall’associazione di volontariato l’ “Arte di crescere” e realizzata con i materiali messi a disposizione da LevantinoGroup e colorificio Di Maria e grazie al Cesvop in rete con le associazioni People Help The People e Diabetici Vincenzo Castelli, raffigura un medico donna con indosso lo stetoscopio, alla quale un bambino sta applicando un cerotto sulla fronte, ribaltando così i ruoli di dottore e paziente: “Questo messaggio vuole essere la metafora della nostra società i bambini ci possono guarire e noi adulti dobbiamo lasciarglielo fare, il nostro compito è far sì che i bambini possano prendersi cura di questa società, sia nelle azioni quotidiane che nelle situazioni straordinarie”- spiega l’artista.

Perché la scelta di una immagine cosi originale?  

A “prestare” i volti ai soggetti dell’opera pittorica sono: la dottoressa Emanuela Petrona Baviera e il figlio.

 «Igor – spiega il medico- è un carissimo amico ed è anche un mio paziente. Ciò lo rende più che amico, perché io ho mandato di prendermi cura di lui. Per questo avrà pensato a me come medico da raffigurare in questo progetto: medico e mamma, una mamma-medico che si lascia curare dal suo bambino-paziente. Questa è la medicina che amiamo, un meraviglioso gioco di parti in cui siamo curati dai nostri pazienti e di loro ci prendiamo cura. L’augurio a questo ospedale e alla mia città è che mai a una bambina, o a un bambino (ma neanche ai genitori, zii e nonni), vengano negate le cure che occorrono, perché la salute è un diritto di tutti, inviolabile».

Perché per il murale è stata scelta la frase “Ora ti pasa”? 

 «Nel concepire l’opera ho sentito da subito la responsabilità di raccontare i bambini che vivono la sofferenza, i genitori che li accompagnano e soffrono con loro, e gli operatori, medici e infermieri, che se ne prendono cura. Il sotto-testo del dipinto è la sofferenza, ma sublimata da quella frase, ‘Ora ti passa’, appunto, che mi ripeteva sempre mia madre da bambino quando stavo male e che, pur non essendo una ‘medicina ufficiale’ è in qualche modo propiziatoria e di buon auspicio», spiega l’artista Igor Scalisi Palminteri, il quale aggiunge all’opera anche tanti altri significati.

Ogni particolare del dipinto, infatti , è stato particolarmente studiato per  inviare un messaggio forte rivolto  idealmente a tutta la comunità del quartiere e a tutta la città: «Il fondo aureo come in altri lavori che ho realizzato – continua a spiegare l’artista – vuole sottolineare che questo è uno spazio sacro, non solo perché c’è un ospedale ma anche per la presenza di una comunità della quale dobbiamo prenderci cura».

Ma non finisce qui… nell’ospedale c’è anche un altro dipinto, realizzato dal confronto con le associazioni e l’azienda ospedaliera, dell’artista Antonio Carlotta con la partecipazione dei piccoli pazienti dell’ospedale. Ne abbiamo parlato, con Monica Garraffa , volontaria dell’associazione l’ “Arte di crescere” ( fondata nel 2009  da alcune mamme,  con lo scopo di proteggere promuovere, sostenere l’allattamento e diffondere la cultura dell’alto contatto e di una genitorialità ecosostenibile), che ci ha spiegato quanto segue:  

«Come volontaria dell’associazione l’ “Arte di crescere” ho appoggiato il progetto del nuovo murale pensando con estrema delicatezza al dolore dei familiari , dei bambini e operatori sanitari che tutti i giorni affrontano situazioni difficili in cui  l’arte, come in questo caso, può svolgere una funzione importante come veicolo di bellezza e di cura, coinvolgendo  genitori e bambini in un momento ludico.

Proprio dall’ospedale “Di Cristina” nasce l’idea di inserire la figura del ” Leo bibens,” per rappresentare il senso di guarigione e di vigoria giovanile, figura legata, tra l’altro, alla storica famiglia dei Florio. La scelta del leone risale anche alla sua caratteristica di figura universale che ha attraversato tutti i periodi storici dell’umanità, partendo dalle preistoria e quindi presente in tutte le culture come simbolo di coraggio, generosità e amore per la vita. Il titolo dell’opera dell’artista Carlotta è: ” Isati” che tradotto dal dialetto vuol dire “Alzati “, un augurio di speranza e guarigione dalla malattia, legato a un ricordo del periodo dell’ infanzia dell’artista in cui alcuni familiari lo avevano aiutato a” isarsi ” cioè a ” rialzarsi” e a reagire per guarire più in fretta da qualche malanno. Il dipinto rappresenta, come dicevo, la figura di un leone e insieme a lui quella del suo cucciolo, in basso sono stati realizzati anche alcuni dettagli grafici (decori siciliani in chiave moderna) , che hanno semplificato e reso più agevole l’intervento di pittura dei bambini ai quali è stato dato tutto l’occorrente per collaborare. L’opera è stata realizzata in un muro più piccolo, all’ingresso ambulanze del pronto soccorso dell’ospedale » .

L’Arte come veicolo di cura ha per protagonisti i bambini di un ospedale e ai bambini è affidato il nostro futuro, sono loro che diventeranno protagonisti di una società che può cambiare, educando le nuove generazioni alla bellezza come strumento di guarigione dalla malattia e da tutte le brutture di un quartiere , di una città, di un intero paese. Lasciamoli parlare mentre si esprimono come piccoli pittori, intenti a colorare un mondo che tende sempre di più a scolorare, dando spazio all’ottimismo e alla speranza come suggerito dai lavori dei nostri due grandi artisti .

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