Un uomo tra gli uomini, sempre, anche nella sventura, anche nel dolore. Ecco in che cosa consiste la vita, questo é il suo compito (F. Dostoevskij).

Rocco Gumina

Rocco Gumina insegna Religione nell'arcidiocesi di Palermo. Dal 2014 è presidente dell'associazione culturale "A. De Gasperi". Pubblica, su riviste specialistiche, articoli che sviluppano temi legati alla relazione fra teologia, spiritualità e politica.
Rocco Gumina

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La notizia che Papa Francesco abbia invitato i vescovi di tutto il mondo a unirsi a lui per consacrare a Maria la Russia e l’Ucraina rappresenta la prima grande conclusione, e certamente non ultima, di un intervento disarmato nella speranza che venga posta fine a una guerra di cui non si conoscono le vere ragioni: ma esistono ragionevoli motivazioni che possano giustificare o scatenare una guerra?

Nemmeno la follia o una ben individuata nevrosi paranoica la potrebbe scusare. E cosa farà la chiesa ortodossa russa che non ha alzato nemmeno un dito per scongiurare, impedire e condannare un’aggressione contro un popolo fratello e il cui desiderio è stato quello di scegliere un governo democratico rispettoso della dignità di ogni persona? Si unirà alle preghiere di tutti coloro che, con cuore sincero, desiderano la pace?

L’iniziativa di Papa Francesco ha un retroterra storico da non dimenticare perché ricorda il pensiero e l’azione di Giorgio La Pira che fu un singolare e straordinario interprete e sostenitore del Messaggio di Fatima… 

E’ bene precisare che lo spunto di ricorrere al messaggio di Fatima lo apprese dalla circostanza d’aver conosciuto e poi frequentato un sacerdote dall’anima candida e da una fede sincera: don Luigi Moresco.

Lo incontrò per la prima volta a Colonia, in Germania, nel 1927. Alcuni anni dopo entrambi si trovarono a Loreto, ai piedi della Madonna, in occasione di un grande pellegrinaggio giovanile. Il sodalizio con il sacerdote paolino era cementato dal comune desiderio di «coordinare l’amore per le anime e quello per i corpi». Nel luglio del 1942 don Moresco celebrò due messe a S. Procolo, la chiesa fiorentina dove da circa dieci anni La Pira svolgeva la sua attività caritativa con la messa dei poveri. In quell’occasione don Moresco gli parlò «con animo acceso e affettuoso» della Madonna di Fatima e del “messaggio di preghiera e di amore che la Madonna aveva consegnato ai tre pastorelli”.

Successivamente, scrive La Pira, «nell’ottobre 1942, io ero a Roma (abitavo nella stessa casa in cui abitava don Moresco): un giorno don Moresco mi dice: – oggi vado dal Santo Padre: gli porto il libro di Fatima; e gli dirò: “S. Padre, la Madonna desidera la consacrazione del genere umano (con speciale riguardo alla Russia) al Suo Cuore Immacolato»”. Dopo l’udienza del Santo Padre vidi don Moresco: mi disse: « mi ha guardato sorridendo, senza rispondere. Spero molto ».

Le virtù sacerdotali, l’intima amicizia e la comune condivisione dei fini apostolici spinsero La Pira, a distanza di poco più di un anno dalla morte di don Moresco avvenuta nel 1943, a scrivere su di lui una snella ma fortemente meditata biografia ancor oggi preziosa per capire l’interiorità spirituale del suo autore.

Nell’ottobre del 1942 Pio XII elevò una supplica che fu diffusa con una radiomessaggio al Portogallo e successivamente l’8 dicembre dello stesso anno con una solenne cerimonia in S. Pietro consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria. L’atto di consacrazione non faceva alcun riferimento esplicito alla Russia anche se in un passo l’accenno doveva ritenersi inequivocabile. L’atto e non risultò fedele alle precise indicazioni che suor Lucia gli aveva espresso in una lettera del 1940.

« In varie comunicazioni intime – scrisse la veggente con lettera del 2 aprile 1940 indirizzata a Pio XII – nostro Signore non ha tralasciato d’insistere in questa richiesta, promettendo ultimamente, se la Santità vostra si degnerà fare la consacrazione del mondo al Cuore immacolato di Maria, con menzione speciale della Russia, e di ordinare che in unione alla Santità vostra la facciano contemporaneamente tutti i vescovi del mondo… ». Si noti che alla specifica consacrazione dovevano partecipare tutti i vescovi.

Ci si può domandare se l’iniziativa promossa dal Vescovo di Roma rispecchia fedelmente l’autentico messaggio di Fatima. Dal momento che Papa Francesco ha deciso di consacrare alla Madonna la Russia e l’Ucraina con i vescovi di tutto il mondo e i presbiteri, quest’atto solenne deve ritenersi più fedele all’autentico messaggio mariano.

Piero Antonio Carnemolla

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