Un uomo tra gli uomini, sempre, anche nella sventura, anche nel dolore. Ecco in che cosa consiste la vita, questo é il suo compito (F. Dostoevskij).

Il Vangelo: Gv 12, 20-33

In quel tempo, 20tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. 21Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». 22Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. 23Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. 24In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. 25Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. 26Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. 27Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! 28Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
29La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». 30Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. 31Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. 32E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». 33Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

Il brano del Vangelo della V Domenica di Quaresima tratto dal cap.12 del Vangelo di Giovanni sembra essere un preludio al racconto della Passione di Gesù e introduce pienamente nel cuore della Pasqua.

Fare esperienza dell’Eterno

Si apre con una richiesta lapidaria pronunciata per bocca dei Greci, estranei al culto di Gerusalemme: “Vogliamo vedere Gesù”. Il termine utilizzato da Giovanni non esprime un semplice “vedere” con gli occhi della mente ma rivela il desiderio, inscritto nel cuore di ogni uomo, di “conoscere”, “fare esperienza” dell’Eterno nella propria vita. Tale esigenza così pienamente umana che accomuna credenti e pagani, non può rimanere inascoltata e spinge l’apostolo Filippo a consultarsi con l’apostolo Andrea per poi, insieme, rivolgersi al Maestro.

Donare se stessi al mondo

La risposta di Gesù non sappiamo se abbia esaudito la richiesta dei Greci, abituati ai grandi discorsi dei filosofi; quel che possiamo affermare è che Gesù per rivelare se stesso conduce oltre il suo volto, rinvia all’immagine del chicco di grano che marcisce nella terra per portare frutto. Solo uscendo dalla sua solitudine il chicco di grano può sprigionare la sua vitalità e produrre frutto. Ed è in questa ora suprema della passione e della donazione di sé che Dio compie la glorificazione del Figlio dell’uomo e mostra il suo vero volto non solo agli occhi dei Greci ma a quelli di tutta l’umanità.

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