Un uomo tra gli uomini, sempre, anche nella sventura, anche nel dolore. Ecco in che cosa consiste la vita, questo é il suo compito (F. Dostoevskij).

Serena Termini

Serena Termini

È nata il 5 marzo del’73, è coniugata e ha tre figli. Dal 2005 è la corrispondente dell'agenzia nazionale Redattore sociale. Da sempre ha avuto la passione per la lettura e la scrittura. Ha compiuto studi giuridici e sociologici che hanno affinato la sua perizia in tali abilità, facendole scegliere di diventare una giornalista. Ciò che preferisce della sua professione è la possibilità di ascoltare la gente andando al di là delle prime apparenze: fare giornalismo può diventare un esercizio di libertà solo se ti permettono di farlo.
Serena Termini

Giocherenda: da associazione a impresa sociale

Tanti giochi didattici ispirati alla cultura africana per valorizzare tutta la bellezza della relazione all’insegna della condivisione più autentica.

È il progetto di alcuni giovani immigrati arrivati a Palermo nel 2016 che hanno realizzato Giocherenda, una realtà di promozione umana e sociale.
Dopo il suo avvio iniziale oggi, dopo 2 anni, proseguirà grazie al sostegno di Fondazione con il Sud, diventando da questo mese un’impresa sociale vera e propria.

Din Diallo e Bandiougou, due dei tre fondatori, insieme a tutti gli altri giovani a cui si aggiungono due ragazze italiane, hanno tanta grinta e determinazione riguardo lo sviluppo di questo progetto, in cui credono molto nonostante le preoccupazioni per i loro status giuridici, legate all’entrata in vigore della nuova legge italiana sull’immigrazione.
Tra i giochi narrativi che i ragazzi propongono ci sono i “Dadi Contafiabe”, le “Carte Acchiapparcordi” o la “Ronda dei desideri”.

Gli obiettivi e le difficoltà

«Dopo pochi mesi dal nostro arrivo a Palermo – racconta Din, originario della Guinea Conacry che ha 20 anni ed è presidente di Giocherenda –, abbiamo visto che nella città proprio il benessere sociale tende ad isolare le persone facendole stare poco insieme.
Abbiamo pensato allora di creare un collettivo aperto a tutti che attraverso il gioco potesse puntare sulla bellezza dello stare insieme. In Africa, nonostante tutti i problemi che abbiamo siamo un popolo più aperto e ospitale e soprattutto crediamo profondamente nell’amicizia vera».

«Oggi la vita di Giocherenda non è a rischio – sottolinea ancora Din – perché grazie ai nostri partner e al finanziamento di Fondazione con il Sud ad aprile diventeremo una impresa sociale. Restano comunque forti le preoccupazioni per le difficoltà legate ai documenti che alcuni di noi stanno avendo a causa della nuova legge sull’immigrazione».

«Stiamo andando avanti grazie a tutte le persone che credono nel nostro progetto e anche se ci sono delle difficoltà non siamo fermi perché sappiamo che ci sarà una porta sempre aperta per raggiungere i nostri obiettivi – aggiunge ancora Din –. Stiamo fronteggiando per il momento tutte le diverse situazioni attraverso gli avvocati per avere il rinnovo del permesso di soggiorno soprattutto per coloro a cui viene richiesto il passaporto del loro paese che non possono avere.
L’Italia deve mettere gli immigrati in condizioni di contribuire alla crescita del loro Paese. Ci sono tanti ragazzi immigrati come noi che si impegnano e studiano e che hanno tante idee positive da spendere nel territorio che devono essere aiutati. A Palermo Giocherenda speriamo che diventi un modello da seguire per costruire un futuro diverso».

I rischi dell’irregolarità

«Oggi purtroppo le persone tendono a giocare da sole con pc e telefonini senza socializzare con altri – dice pure Bandiougou del Mali, vicepresidente di Giocherenda –.
Proprio con Giocherenda vogliamo favorire la buona relazione che parte proprio dal gioco. Siamo andati anche nelle scuole a parlare del nostro progetto».

«Anche se la nuova legge sull’immigrazione ci sta creando alcuni problemi, nonostante tutto non ci fermeremo – sottolinea ancora –. Il mio permesso di soggiorno è scaduto lo scorso giugno e per adesso mi muovo tra avvocati e uffici anagrafe e questura per avere delle risposte.
Mi sto muovendo per dimostrare i motivi di studio visto che frequento il Collegio del Mondo Unito di Duino. Essendo del Mali, dovrò recarmi in Francia per capire se mi possono aiutare ad avere alcuni documenti.

Si è creato, purtroppo, un sistema che rischia di fare cadere nell’irregolarità anche chi era regolare in Italia. In questo modo ci saranno tante persone che lavoreranno in nero perché gli irregolari non potranno avere dei contratti di lavoro. Allora chi come noi che, da quando è arrivato in Italia, si è impegnato tanto per integrarsi, corre anche il rischio di vedere vanificare tutto; e questo non si deve permettere».

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