Un uomo tra gli uomini, sempre, anche nella sventura, anche nel dolore. Ecco in che cosa consiste la vita, questo é il suo compito (F. Dostoevskij).

Luciano Sesta

Luciano Sesta insegna Filosofia e Storia nei Licei Statali. È anche docente a contratto di Antropologia filosofica all’Università di Palermo e di Bioetica e Filosofia della Medicina presso Master e Corsi afferenti alla Facoltà Teologica di Sicilia e al Policlinico Universitario di Palermo. È codirettore della Rivista Studium Philosophicum e collabora con numerose riviste specialistiche. Ha pubblicato numerosi volumi nell’ambito dell’etica sociale, della bioetica e della filosofia morale.
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sigmund-freud-1153858_640Per Freud nella mente degli uomini il sesso occupa il primo posto. Un santo da cui ho imparato molto, invece, diceva che, nella vita di una persona normale, il sesso occupa il quarto o il quinto posto. Ed è proprio per questo, lo confesso, che non riesco a capire, mentre nel mondo urgono problemi ben più drammatici, il dibattito che, all’interno alla Chiesa, si sta svolgendo sulla contraccezione. 
Riassumo per chi – e giustamente – ignora la cosa. Le recenti proposte di rivedere l’Humanae Vitae di Paolo VI, e cioè il documento in cui la contraccezione è condannata senza appello, hanno scatenato un accesso scontro fra i credenti. Si, fra i “credenti”, e cioè fra coloro che “credono” di essere bravi e veramente “cattolici” perché, in linea con l’insegnamento del Magistero, non ricorrono alla contraccezione, e coloro che, facendovi invece ricorso, “credono” che il Magistero debba rivedere la sua tradizionale condanna della contraccezione. 
In entrambi i casi si attribuisce a un aspetto della vita, e cioè il miglior modo di vivere l’intimità coniugale, un’importanza che non ha. 
La sessualità è certamente un ambito delicato e umanamente importante, da cui dipendono cose grandi, e anche per questo la Chiesa ha dato alcune preziose indicazioni al riguardo. Ma non esageriamo. A parte il santo citato all’inizio, in effetti, ci sarà pure un motivo nel fatto che i comandamenti che riguardano la vita sessuale occupino, nel Decalogo, il sesto e il nono posto.
Agitarsi intorno all’Humanae Vitae, insomma, ha tutto il sapore di un regolamento dei conti “parrocchiale”, in cui chi già seguiva l’insegnamento della Chiesa ci tiene a far vedere che da ciò dipende tutta la vita di fede, mentre chi già lo disattendeva ha, sotto mentite spoglie, la stessa identica preoccupazione, altrimenti non chiederebbe di modificare l’insegnamento della Chiesa, e si accontenterebbe della tanto invocata “coscienza personale”. 
A chi va in giro per le parrocchie a testimoniare la “bellezza” di Humanae Vitae direi: relax, vivete la bellezza in silenzio, evitando di far sentire giudicati i poveracci che, invece, Humanae Vitae proprio non riescono a seguirla;
A chi invece va in giro a chiedere di modificarla, Humanae Vitae, sostenendo che gli sposi cattolici devono poter decidere in coscienza se usare o non i contraccettivi, direi: se basta la coscienza per autorizzare la contraccezione, che bisogno c’è di avere una conferma anche da parte del Magistero? O il Magistero è superfluo, e allora basta la propria coscienza e non c’è più bisogno di modificare Humanae Vitae, oppure il Magistero conta qualcosa, ma allora bisognerà prendere sul serio Humanae Vitae. Senza stress però. E senza complessi di inferiorità nei confronti di certi esibizionisti della “bellezza di Humanae Vitae”. Dio è perfetto, ma non perfezionista. E il sesso al primo posto è insegnamento di Freud, non di Gesù.
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