Un uomo tra gli uomini, sempre, anche nella sventura, anche nel dolore. Ecco in che cosa consiste la vita, questo é il suo compito (F. Dostoevskij).

Serena Termini

Serena Termini

È nata il 5 marzo del’73, è coniugata e ha tre figli. Dal 2005 è la corrispondente dell'agenzia nazionale Redattore sociale. Da sempre ha avuto la passione per la lettura e la scrittura. Ha compiuto studi giuridici e sociologici che hanno affinato la sua perizia in tali abilità, facendole scegliere di diventare una giornalista. Ciò che preferisce della sua professione è la possibilità di ascoltare la gente andando al di là delle prime apparenze: fare giornalismo può diventare un esercizio di libertà solo se ti permettono di farlo.
Serena Termini
asante

foto dell’ Associazione Asante Onlus: https://www.facebook.com/asanteonlus/

Pieni di gioia, con grandissima energia ed a ritmo di tamburi e danze, 145 minori stranieri del centro di accoglienza Asante hanno accolto 80 studenti di tre licei (Meli, Galilei e Cannizzaro) insieme a quelli della scuola per stranieri Polipolis). Si tratta del centro più grande di Palermo che si articola in due rami della stessa onlus: Elom e Azad. Le nazionalità presenti sono in misura maggiore di Gambia e Guinea Bissau. Ci sono però anche ragazzi di Senegal, Nigeria, Costa d’Avorio, Mali, Camerun, Niger, Benin, Togo e Pakistan. La struttura, aperta dal dicembre del 2015, in questo momento ospita 145 minori stranieri.

I giovani immigrati guidati dagli operatori hanno organizzato tutto in autonomia; hanno accolto come prima cosa gli studenti palermitani facendo conoscere le loro opere frutto dei laboratori di pittura e poi anche la loro musica, l’attività svolta nella web radio, i piatti africani ma anche la pizza. Ad esibirsi con alcuni brani rap è stato anche un gruppo di ragazzi che vivono nel centro. Tra i partecipanti all’evento anche il sindaco Leoluca Orlando e il presidente regionale dell’Unicef Umberto Palma. All’interno del centro l’Unicef insieme ad Intersos segue molti giovani. Inoltre alcuni ragazzi del liceo scientifico Galileo Galilei in forza di una convenzione trascorreranno alcuni giorni alla settimana in attività di volontariato nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro. 

Per S. D. di 17 anni della Guinea africana che è stato uno degli organizzatori della giornata è un momento unico che non si dimenticherà. “Oggi sono molto contento – dice sorridendo – perché è un momento di festa e perché possiamo fare vedere agli altri tutto quello che sappiamo fare. Siamo tutti figli della stessa umanità. Sto per prendermi la licenza media ma abbiamo bisogno per andare avanti e per crescere con l’aiuto di tutti gli amici italiani che credono in noi”. “Oggi con i nostri coetanei parleremo di solidarietà e di amicizia – dice pure M. di 17 anni, orfano di genitori e che in Libia ha perso pure un fratello – tra di noi. Vogliamo fare capire che non siamo cattivi ma persone pronte ad aiutare chi ci sta aiutando per migliorare la nostra vita. A Palermo mi trovo bene, faccio teatro e mi piacerebbe fare l’attore perché mi diverto molto. Grazie per averci accolto nella vostra città”.

“L’incontro di oggi si concilia con un lavoro che stiamo facendo con i ragazzi che riguarda il Mediterraneo e i flussi migratori – spiega la prof.ssa di lettere del liceo classico Meli Fabiola Sagona -. E’ anche un’occasione per conoscere da vicino realtà come queste di cui c’è sempre un’idea molto vaga e il più delle volte superficiale. Questi momenti di interazione tra i ragazzi, inoltre, sono molto importanti soprattutto dal punto di vista formativo”. “Avevamo conosciuto già a scuola alcuni ragazzi di questo centro – dice la studentessa Anna C. di 15 anni del liceo Meli – e ci aveva stupito lo spirito ed il coraggio con cui raccontavano la loro storia. Oggi siamo contenti di conoscerli da vicino perché loro sono come noi con le nostre stesse necessità e i nostri bisogni che sono quelli di ascoltare musica, dipingere, leggere e parlare. La chiusura oggi non porta a niente perché siamo davanti a persone che sono come noi e giornate come queste lo dimostrano. L’integrazione fa bene a loro ma anche a noi perché possiamo imparare tanto dalla loro cultura”.

“E’ la prima volta che invitiamo un numero così rilevante di studenti – afferma il responsabile legale della struttura Roberto Carmina – a cui apriamo le nostre porte. Lo scopo è quello di parlare di solidarietà facendo capire come i nostri minori possano essere sempre più integrati e partecipi nella nostra città. Non bisogna avere paura di chi ha una storia e una cultura diversa dalla nostra. Siamo tutti stranieri e noi siciliani soprattutto lo sappiamo benissimo. E’ oggi per noi un momento di forte sensibilizzazione perché l’integrazione e l’accoglienza sono diritti fondamentali da garantire sempre. Oggi dovremmo fare in modo che questi giovani anziché dovere drammaticamente arrivare nelle nostre coste potessero essere aiutati ad avere le giuste condizioni per potere vivere serenamente nei loro paesi. Tutto questo è molto difficile ma occorrerebbe provarci”.

“Sono ragazzi splendidi che hanno bisogno di sguardi rassicuranti e di sorrisi veri – sottolinea Umberto Palma presidente regionale di Unicef -. Da 25 anni vivo la mia estate in Africa in Niger a fianco di alcuni ragazzi e avverto la loro grande energia positiva. Questi nostri giovani hanno bisogno di studiare e di dimostrare quanto valgono realmente perché devono riscattarsi da tutte le sofferenze subite. Le loro storie di sofferenza meritano il giusto rispetto che spesso non hanno. Purtroppo in Niger per esempio la morti nel deserto sono tantissime e di questo non si parla mai abbastanza”. “Palermo grazie agli immigrati sta riscoprendo il volto più ricco e più vero – dice il sindaco Orlando -.Chi viene da noi non è straniero ma diventa subito palermitano a tutti gli effetti. Ricordiamoci sempre però che si tratta di persone e non di numeri. La grande schiavitù da cui da sempre prendiamo pure le distanze è il permesso di soggiorno che andrebbe abolito perché ad ognuno dovrebbe essere riconosciuto il diritto di vivere dove desidera”.

L’ampia struttura dove sorge il centro che prima era un pensionato universitario, è una palazzina di sei piani con 90 camere, doppie o triple, ognuna con il suo bagno e grandi sale per le riunioni. Gli operatori sono, complessivamente 20 per ogni centro e, tra questi ci sono due psicologi, alcuni educatori e due assistenti sociali. I pasti vengono forniti dalla società AC service che cerca di rispettare per quanto possibile i gusti delle nazionalità presenti. Inoltre, due medici effettuano le visite mediche due volte a settimana. Nella struttura ci sono pure alcune postazioni internet e una sala preghiera dove raccogliersi.

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