Un uomo tra gli uomini, sempre, anche nella sventura, anche nel dolore. Ecco in che cosa consiste la vita, questo é il suo compito (F. Dostoevskij).

Dario Cataldo

Dopo la Laurea in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito una specializzazione in Comunicazione. È un giornalista vaticanista, iscritto all’Ordine dei giornalisti di Sicilia. Segretario provinciale della sezione di Palermo dell’Ucsi – Unione Cattolica Stampa Italiana – collabora con diverse testate giornalistiche per argomenti legati all’informazione religiosa e alla cultura.
Dario Cataldo

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Un dato preoccupante quello rilasciato dall’Unicef, che nella persona di Anthony Lake, direttore generale dell’organizzazione umanitaria dichiara: “Il tempo sta per finire per oltre 1 milione di bambini. Possiamo ancora salvare tante vite. La malnutrizione acuta – continua Lake –  e l’incombente carestia sono principalmente causate dall’uomo. Il nostro comune sentire richiede azioni più veloci. Non dobbiamo ripetere la tragedia della carestia nel Corno d’Africa del 2011”.


La malnutrizione, specie se coinvolge i bambini, è un abominio contro l’umanità. Voltare le spalle a una condizione disastrosa come quella attuale equivale a un atto di egoismo che coinvolge l’intero Occidente. Ricorda l’Unicef che in Sud Sudan: “Un paese colpito da conflitti, povertà e insicurezza, oltre 270 mila bambini sono gravemente malnutriti. La carestia è stata recentemente dichiarata in alcune zone dello Stato di Unity nella parte centrosettentrionale del Paese, dove vivono 20mila bambini. Se non sarà fatto nulla per bloccare la gravità e la diffusione della crisi alimentare, il numero totale di persone colpite nel paese ci si aspetta crescerà da 4,9 a 5,5 milioni con il culminare della stagione secca a luglio”.


Altro luogo cruciale è la Somalia, in cui il problema idrico è una delle tante spine di una rosa che qualcuno non vuole far sbocciare. Dai numeri rilasciati dal Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, “la siccità sta minacciando una già fragile popolazione danneggiata da anni di conflitto. Circa la metà della popolazione, 6,2 milioni di persone, sta affrontando una grave situazione di insicurezza alimentare e ha bisogno di assistenza umanitaria. Quest’anno si prevede che circa 185mila bambini soffriranno di malnutrizione acuta grave, nei prossimi mesi questo dato ci si aspetta arriverà a 270mila”.


Concludono il pietoso rapporto le situazioni della Nigeria e dello Yemen. Per quest’ultimo, “a causa degli ultimi due anni di violenti conflitti, 462mila bambini sono attualmente colpiti da malnutrizione acuta grave, con un aumento dal 2014 di circa il 200%”. Un cruento conflitto bellico che ha lasciato in dote un salato conto da pagare, specie per le generazioni più giovani.


Nel Nordest della Nigeria, “il numero di bambini colpiti da malnutrizione acuta grave ci si aspetta che quest’anno arriverà a 450mila negli stati colpiti dal conflitto di Adamawa, Borno e Yobi”.


Le forze impiegate dall’Agenzia dell’Onu specializzata nella tutela della vita e nella promozione dei diritti dei bambini sono notevoli. Di fatto l’Unicef sta lavorando con i suoi partner per garantire cure terapeutiche a “220 mila bambini gravemente malnutriti in Nigeria; oltre 200 mila bambini gravemente malnutriti in Sud Sudan; oltre 200 mila bambini gravemente malnutriti in Somalia e 320 mila bambini in Yemen”. Soluzioni comunque temporanee a problemi di lunga durata. Occorre investire in serie politiche sociali per interrompere un’emorragia che sta riducendo al collasso demografico. Azioni di contrasto sono un dovere civile oltre che morale.

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