Un uomo tra gli uomini, sempre, anche nella sventura, anche nel dolore. Ecco in che cosa consiste la vita, questo é il suo compito (F. Dostoevskij).

 

La Linfa dell’ulivo

Bibbia e archeologia al Festival Biblico di Vicenza

A Vicenza, con la Linfa dell’Ulivo – Focus sulle Terre Bibliche, si aggiunge una perla al Festival Biblico, giunto all’ottava edizione (19-27 maggio 2012). Il tema dell’anno è stato “Perché avete paura?” (Mc 4,40). La speranza dalle Scritture. Un modo nuovo per incontrare la Bibbia.

 

Il festival si è mostrato esperienza arricchente fin dai suoi esordi, ponendo al centro la Bibbia con iniziative varie quali conferenze, concerti… Con la Linfa dell’Ulivo si guarda all’apporto che l’archeologia può offrire per accostarsi alla Bibbia, ed anche alla ricerca sul Gesù storico. Si tratta di questioni al centro del dibattito: un uso accorto, scientifico, sapiente dei dati della ricerca, è di grande aiuto per portare un po’ di chiarezza su diverse questioni.Si sono alternate relazioni su dati archeologici e documenti storici, sull’esame di testi biblici, sul tema del pellegrinaggio nei luoghi del Santo; e sono state presentate varie pubblicazioni.

Gli incontridella Linfa dell’Ulivo (24-26 maggio 2012) sono stati inaugurati dalle relazioni dell’archeologo ebreo Dan Bahat e dell’ambasciatore dello Stato d’Israele presso la Santa Sede MordechayLewy.

Il tema conduttore, in linea con il Festival, guardava ai luoghi ed alle vicende ultime del percorso di Gesù: dalla cena alla resurrezione.

Per questo motivo, il Focus è stato inaugurato dalla presentazione di Dan Bahat degli studi relativi al santo Sepolcro in quanto luogo attendibile degli eventi narrati dai vangeli, e dall’ambasciatoreLewy che ha tracciato la storia della presenza delle Chiese nei luoghi santi, fino allo Status quo ed alle problematiche attuali.

Nei giorni successivi, i lavori sono stati voltialle scoperte archeologiche nel territorio d’interesse biblico,a partire da un’interessante carrellata– con notazioni preziose che indicavano la peculiarità dei ritrovamenti – presentata dalla dott.a Barbara Liussi. Si sono susseguite varie relazioni su siti d’interesse archeologico di grande rilievo, alcuni non ancora aperti al pubblico.

Una parte del Focus è stata riservata all’apporto della storia, in particolare in riferimento alle vicende relative all’assedio di Gerusalemme ad opera di Sennacherib, con la relazione della dott.a  Simonetta Ponchia.

Il biblista Romano Penna ha presentato lo stato degli studi sul Gesù storico, mentre Silvio Barbaglia, biblista, si è soffermato sull’ultima cena e sul dibattito relativo alla sua collocazione nel contesto dei sinottici e del vangelo di Giovanni quanto alla data.

Alcune relazioni hanno fatto riflettere sui modi del pellegrinaggio, e sul tipo di percorso che si può affrontare ed offrire.

Interessante è stata anche la presentazione a più voci di riviste e pubblicazioni.

Il sito della Linfa dell’Ulivo cura la pubblicazione della documentazione dell’evento (www.linfadellulivo.it).

Perché questo tipo di attenzione intorno alla Bibbia?Proprio il numero di marzo-maggio 2012 della rivista Il mondo della Bibbia è dedicato a Bibbia e archeologia, e da vari numeri la stessa rivista si occupa della ricerca sul Gesù storico.

La Dei Verbumsottolinea che la Bibbia va considerata nel suo contesto, per cui tra i dati interessanti vi sono quelli archeologici, storici e della letteratura coeva soprattutto se geograficamente vicina; inoltre vanno considerati i generi letterari, e nel tempo si sono sviluppati vari metodi di studio della Scrittura (punto di riferimento è il documento L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa del 1993).

Ma mentre si sviluppa la ricerca nell’ambito degli studi, sorgono pubblicazioni che suscitano curiosità ed interesseanche se non sempre propongono dati attendibili: discernere in tale ambitonon è nelle competenze di tutti.

Per esempio, nel corso del Focus è stata prestata attenzione ai ritrovamenti di Talpiot, ossuari nelle vicinanze di Gerusalemme che si sono voluti identificare come tomba di Gesù e dei suoi familiari. Tale identificazione non è condivisa dagli studiosi: nel corso del Focus è stata contestata sia da Dan Bahatsia dal biblista Silvio Barbaglia. L’interesse, in questo caso,tocca un tema fondamentale per i cristiani: la resurrezione di Gesù.

Va annotato che il luogo venerato a Gerusalemme nella Basilica del Santo Sepolcro o della Resurrezione è attestato in maniera ininterrotta: vi si celebrava all’aperto fino al 66 d.C.; fu profanato dall’imperatore Adriano – che così contribuì a perpetuarne la memoria – dopo la seconda rivolta giudaica (132-135 d.C.) con la costruzione di un tempio dedicato ad Afrodite; sullo stesso luogo Costantino – abbattuto il tempio – fece costruire una grandiosa basilica, all’interno della quale sono custoditi i resti del sepolcro e del Calvario. La basilica ha subito alterne vicende, ed ora è più modesta – pur rimanendo grande e complessa –, e ‘costretta’ tra le costruzioni che sono sorte successivamente.

Questo non è che un cenno sulle tante questioni che si pongono a partire dalla lettura della Bibbia.

Quanto ai luoghi d’interesse biblico: alcuni sono identificati con certezza, altri sono collocati nell’area in cui si ricorda qualche evento, altri sono di tradizione. La Bibbia si presta ad analisi e studi, senza per questo sminuire il valore della lettura credente: anzi si può comprendere sempre di più quanto il testo vuole comunicare, se lo si legge-studia con grande attenzione. La Dei Verbum dice che Dio ha parlato agli uomini alla maniera umana, e ciò è in linea col mistero dell’incarnazione. Per questo motivo, per comprendere ciò che Dio ha voluto dire, bisogna cercare ciò che gli uomini che hanno scritto – secondo il loro contesto culturale – hanno voluto comunicare. Tutto ciò che concorre a conoscere luoghi, circostanze, modi di esprimersi del tempo in cui sono redatti gli scritti… è utile per una maggiore comprensione del testo biblico.

Un plauso va dato agli organizzatori del Festival biblico, ed alla Linfa dell’Ulivo: anche quando alcune relazioni erano più tecniche, tutti i partecipanti hanno potuto apprezzare i diversi contributi.

 Maria Lo Presti{jcomments on}

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