Un uomo tra gli uomini, sempre, anche nella sventura, anche nel dolore. Ecco in che cosa consiste la vita, questo é il suo compito (F. Dostoevskij).

Giandiego Carastro

Giandiego Carastro

Studente di dottorato in Protezione civile ed ambientale all’UNIVPM di Ancona, con una ricerca sul dibattito pubblico prima di una grande opera.
Giandiego Carastro
venezuela-90629_640Lo stato delle cose
La democrazia come forma di convivenza tra umane ed umani sembra attraversare una fase di senescenza galoppante. L’elenco degli “intoppi” è presto scritto:  sfiducia verso la democrazia rappresentativa ed i suoi “corpi sociali” quali i partiti,  i sindacati, le associazioni civili; l’ affaticamento del parlamentarismo vissuto spesso come intralcio alle decisioni di pochi tecnocrati; tecnologie invadenti che sopprimono milioni di posti di lavoro a vantaggio di pochissimi neo-borghesi creativi e bohemiens ( i bobos); l’estinguersi dell’attesa in un futuro migliore e la conseguente diffusione di quelle che sono state definite “psicosi fredde” tra i milioni di giovani senza occupazione… insomma secoli di rivoluzioni e riforme (1774, 1789, 1848,1917, 1948, 1968)  sembrano aver lasciato una eredità molto preziosa, ma assai precaria in termini di diritti, uguaglianza, distribuzione delle ricchezze, tutela del pianeta. La democrazia non è un destino più così scontato.  
 
Scenari di medio-lungo termine
Una Politica con la maiuscola prova a capire se esistano processi destinati a durare per più di una generazione. La parola chiave per interpretare il futuro che ci attende potrebbe essere quella di “catastrofe”, essendo diventati flatus vocis parole quali “rivoluzione” oppure “riformismo” oppure “progresso”. Il filosofo italiano Massimo Cacciari sintetizza questo clima culturale dicendo che siamo passati dall’età di Prometeo (l’età delle conquiste sociali e scientifiche) a quella di suo fratello Epimeteo (che agisce nel kaos e lo incrementa): “Prometeo si è ritirato, o è stato di nuovo crocefisso alla sua roccia. E Epimeteo scorrazza per il nostro globo, scoperchiando sempre nuovi vasi di Pandora” (Cacciari, 2013).
La frequentazione di un dottorato di ricerca in protezione civile ed ambientale presso l’Università Politecnica delle Marche (tutor, prof. Fausto Marincioni) mi sta fornendo l’evidenza geografica ed ecologica di quanto intuito filosoficamente: masse immense di fratelli e sorelle in umanità si stanno spostando in diverse parti del globo per sfuggire non solo a guerre con le armi, ma a guerre climatiche dovute a desertificazioni, alluvioni, etc. ; milioni di persone si riversano verso delle mega-iper-metropoli abitate da tante persone quante vivono in una nazione come la Polonia; l’estinzione di specie e di micro-climi a causa dell’azione industriale umana anticipa la nostra…
Che fare?
Ci vorrebbe un Dossetti per aiutarci a capire quali sono le “forze”, “i vettori”, “le traiettorie” con cui si sta configurando quella che sempre su Argomenti2000 ho definito Ninive la Grande: una conurbazione mondiale, formata da Quartieri interconnessi che prenderanno il posto degli Stati autarchici ed indipendenti. Forse, in tal senso può essere interpretata la strana mossa dell’attuale Presidente USA: pur essendo stato eletto anche per le sue promesse di neoisolazionismo degli Usa dal resto del mondo, egli subisce l’attrazione (e non può resistere a questa forza geopolitica) dell’attuale Presidente della Russia. Sempre in tale direzione potrebbe essere letta la scelta omicidaria su larga scala di taluni gruppi islamici sunniti che creando ISIS hanno creato l’ipostasi prestatuale non solo del loro odio verso un Occidente generico, ma verso quell’Occidente che ha aperto le porte del consesso mondiale all’Iran, verso cui certi settori wahabiti provano un ribrezzo quasi metafisico.
 
Quali voci ascoltare
Papa Francesco invita a mettersi alla scuola delle periferie, degli scarti, degli sconfitti, di chi non è stato ascoltato dai potenti.
Muovendoci in tale ambito, vorrei ricordare W. Benjamin che è stato un teorico sui generis del marxismo occidentale. Intriso di sapienza ebraica e di dedizione messianica, il filosofo impostò uno dei capisaldi della sua ricerca in un particolare “Shemà, Israèl”, nell’ascolto delle torme di persone morte ingiustamente nei secoli precedenti: una riserva non escatologica, bensì archeologica per innescare le rivoluzioni sociali cui il marxismo aspirava. Al netto delle ideologie invalide, una Politica con la maiuscola dovrebbe sintonizzarsi con queste voci del passato, considerandole come un bacino potente di nuova energia di libertà, uguaglianza, fraternità. In fin dei conti, ciò sarebbe profondamente scritturistico: si tratterebbe di dare spessore sociale e politico all’ascolto della Voce di Gesù, l’Agnello immolato ingiustamente e delle voci dei piccoli, dei poveri, degli scartati a cui guarda con provvida sicurezza Maria nel Magnificat, o le voci dei profeti uccisi, quelle di Isaia, di Geremia, etc. Papa Francesco ha presentato due anni fa Laudato Si’, che in consonanza con un magistero non antichissimo (che parte dalle prime giornate per il Creato indette da San Giovanni Paolo II), esorta i credenti e le persone di buona volontà ad ascoltare anche la voce gioiosa e dolorosa del creato, delle creature, dei mari, delle montagne, dei fiumi, delle steppe e delle foreste: una Politica con la maiuscola è quella che sa mettersi in ascolto profondo dei viventi-non-umani. Il tema dell’ascolto profondo di chi è minimo, minoritario può creare alternativa di nuova vitalità anche per aggregazioni come la Azione Cattolica Italiana: personalmente, da qualche tempo, cerco di indicare nell’ascolto di chi ha fatto nei lustri scorsi il Movimento Studenti di Azione Cattolica una via per rendere l’ACI più in armonia conEvangelii Gaudium (v. il sito delle testimonianze del Movimento: movi100.azionecattolica.it).
 
Compagni di strada
In questa ricerca di una Politica con la maiuscola, noi credenti nel Risorto potremmo coltivare il sano desiderio di conoscere, apprendere, camminare con persone che hanno storie di vita distanti dalla nostra. Ad esempio, in questa fase urgente nella storia umana, potremmo metterci in ascolto di J. Habermas, J. Rawls, J. Bessette, C. Sunstein,J. Elster,  J. Cohen,  B. Manin, J. Mansbridge il cui pensiero è divulgato in maniera assai approfondita da Antonio Floridia nel suo libro Una idea deliberativa della democrazia, edito da Il Mulino nel 2017. La democrazia deliberativa è uno degli argini a misura d’uomo per mitigare, prevenire, attraversare i grandi ed improvvisi sommovimenti sociali e climatici che ci aspetteranno nei prossimi decenni. Azzardo: sono convinto che la realizzazione di processi deliberativi/partecipativi possano aumentare la consapevolezza comune dell’epoca peculiare in cui siamo e di conseguenza contribuire culturalmente a mitigare e ridurre gli effetti negativi propri delle azioni umane. Lo sviluppo di dialoghi e conflitti basati su buoni argomenti e sulla disponibilità ad ascoltare l’interlocutore potranno aiutare la collettività ad attraversare con stile inclusivo e ecologico le prossime fasi della storia del nostro Pianeta
 
Cosa è in ballo
In periodi di caos, per guardare meglio occorre uscire dalla mischia. Pur azzardando e con le dovute accortezze, uno sguardo cattolico alla Politica con la maiuscola deve avere il coraggio di partire dalla fine, di guardare le cose dalla fine, assumendo forza spirituale nel discernimento storico da San Paolo e dall’Apocalisse e da S. Agostino e Gioacchino da Fiore e S. Bonaventura e, prosaicamente, Hegel. Insomma, una Politica con la maiuscola è quella che riprende ad avere confidenza con la teologia della storia, con l’eschaton, con le cose ultime. Attendiamo Gesù che ritorna, sta già ritornando. I Vangeli ci restituiscono una domanda cruciale di Gesù: troverà Lui la fede quando ritornerà sulla terrà? Portando all’estremo questo dilemma, mi sento di chiedervi se Gesù troverà ancora la terra, cioè un ecosistema prezioso e variopinto capace di ospitare mille e mille forme di vita.
Come ho potuto segnalare in uno scritto pubblicato dal prof. G. Savagnone sul sito www.tuttavia.euOperare per processi deliberativi e sinodali può sottrarre spazio all’inferno in terra di cui parla Italo Calvino in conclusione de Le Città invisibili del 1972 ed a quello nell’aldilà di cui ci parlano i Novissimi; può rendere Babele un po’ più Ninive, in attesa dei suoi Giona, piena di giardini in cui tutti – umane ed umani, e noi con il nostro stile di discepoli innamorati di Gesù- potremo incontrarci, apprendere le une dagli altri, in attesa della seconda Venuta di Gesù che, sin dalla Croce, ha già iniziato a compiersi. Diffondere democrazia deliberativa è provare a farci katèchon nell’oggi, a fermare le forze infernali, a diventare giardinieri di nuova convivialità tra le differenze.
Ecco, la Politica con la maiuscola non può “volare” se non ad altezze maiuscole.
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